Appunti disordinati di un cittadino (o più) nel pallone
Prima Pagina: titoli recenti Articolo

LIBRI: politica e neuroscienza

Nando (29 ottobre 2010)

Segnalo due libri di autori americani:
Westen Drew - La mente politica. Il ruolo delle emozioni nel destino di una nazione
Lakoff George - Pensiero politico e scienza della mente

Perché dal tempo di Roosevelt Clinton è stato l'unico democratico rieletto alla presidenza degli USA e solo un repubblicano ha fallito la battaglia per la rielezione?
Drew Westen non ha dubbi: da sempre democratici e progressisti parlano alla parte sbagliata del cervello. Mentre repubblicani e conservatori sanno, fin dai tempi di Nixon, che la politica è soprattutto una "questione di racconto". L'idea della mente dell'elettore che decide come un freddo calcolatore, scegliendo sulla base di dati razionali, non coincide con il modo in cui lavora davvero il cervello. In politica, quando ragione ed emozione si scontrano, immancabilmente è l'emozione a uscirne vittoriosa. Per questo le elezioni vengono decise al "mercato delle emozioni", uno spazio dove si negoziano valori, immagini, analogie, convinzioni morali e performance retoriche, dove alla logica è riservato solo un ruolo secondario. Non si eleggono i leader in base alla valutazione razionale dei programmi, ma si scelgono ponendosi domande di carattere esclusivamente emotivo: "Cosa provo verso un partito?"; "Quali sono le mie impressioni sulle sue qualità personali?"; "Che sentimenti provo verso le sue posizioni?". I consiglieri di Bush l'hanno capito perfettamente e l'hanno proposto come baluardo nella lotta al terrorismo e a difesa dei cittadini quando, a partire dal 2001, il popolo americano è precipitato nell'ossessione per la minaccia alla sicurezza nazionale. Un viaggio tra psicologia e neuroscienza, ripercorrendo le più importanti campagne elettorali degli ultimi cinquant'anni - da Reagan a Barack Obama - Westen mostra come le campagne elettorali riescono o falliscono.


***

Di cosa parliamo quando parliamo di politica? Può sembrare sorprendente, ma non lo sappiamo con certezza: la maggior parte dei nostri pensieri su temi cruciali come giustizia, libertà, eguaglianza, sicurezza agiscono in noi, e determinano i nostri comportamenti, senza raggiungere la soglia della coscienza. Questi concetti, scaturiti da ciò che George Lakoff chiama "inconscio cognitivo", sono infatti influenzati da una ragione non del tutto razionale, che si fonda sulle emozioni, e si nutre di metafore ed empatia. Ancora: dietro alle opposte visioni del mondo di progressisti e conservatori è rintracciabile una base di narrazioni e strutture mentali che mettono in scena valori in conflitto. Se schemi di pensiero di cui non siamo consapevoli condizionano i messaggi politici e le ideologie, giocando un ruolo fondamentale nel determinare le nostre decisioni, è essenziale comprenderne i risvolti nascosti confrontando stereotipi, simboli e immagini ricorrenti nella comunicazione pubblica, come il leader in veste di padre severo, la metafora della mela marcia o la reazione americana all'11 settembre nella forma di una guerra al terrore. Mettendo in discussione idee silenziosamente sedimentate, la brillante analisi di Lakoff rivela che per modificare il pensiero politico occorre in primo luogo conoscere, e trasformare, i cervelli.



Commenti: 0. Inserisci il tuo commento


(non c'è)
niente da ridere

supplemento poco serio